La vita scivola, fugge lontano dalla realtà che mi appartiene.
Devo riprenderla per equilibrare il mio essere uomo in questo mondo che deve ancora essere plasmato dal mio essere, la mia natura, quella reale incombe come un’ombra sulla mia vita che infligge piccole crepe nel mio cuore unico.
Riprendere ciò che è mio in questo nuovo mondo con gli occhi nuovi di un’anima redenta, occhi che hanno visto la luce, ma che sono appartenuti al male e che ora ritrovano lo splendore di una luce nuova, la luce della vita in questo mondo indefinito.
Ritrovare me stesso, la mia anima e renderla di nuovo mia per possederla per sempre.
La stessa vita è un sogno circondata da aloni di un grigiore oscuro che si abbattono sulle anime mortali attorno a me, tutto è triste e questa nebbia che mi occulta la vista, rende palpabile tale atmosfera surreale circondandomi dio nuovo di tenebra.
Esalo istanti di vita, resi ciechi dal modo di essere individui singoli in un ammasso caotico della luce vitale e dell’oscurità mortale.
Sono un essere indefinito senza identità, cercando risposte che non esistono, senza motivo mi trascino nella mia esistenza e lì mi spingo a vivere nella realtà che mi sono creato sempre solo.
La solitudine di un’esistenza non voluta, un’esistenza odiata ma accettata.
Mi ritroverò sperduto nel mio infinito vivere la morte come compagna e la vita come nemica, io che tolgo la vita per la mia morte, esisto grazie alla morte che toglie la vita.
Ma la luce esiste la vedo e mi avvolge, mi scalda l’anima e con essa mi porta la vita.
Questa è la fine di un sogno, un sogno null’altro che un sogno.
Anche i cacciatori di sangue sognano, anche i vampiri soffrono e anche i dannati vivono.
Vivere, non chiedo nient’altro che questo.
Redeemer
Frammento Visivo
Il Futhark
giovedì 22 marzo 2007
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